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3 destinazioni imperdibili in Irlanda dell’Ovest: il Connemara, Galway e le scogliere di Moher

Un po’ di rammarico per non aver visitato più approfonditamente l’Ovest dell’Irlanda me lo porto ancora con me e spero sia di spunto per tornare presto in questo paese meraviglioso. Purtroppo per noi, scegliendo un itinerario con partenza da Dublino, abbiamo dovuto sacrificare questa parte dell’Irlanda, ma in tre giorni siamo comunque riusciti a vedere alcuni dei must do dell’Irlanda. Quando si dice Ovest, parliamo della vera Irlanda, quella delle canzoni e delle ballate folk, quella che riverbera come una leggenda con le sue storie di folletti e fate, valli incantate, paesaggi magnifici di un verde brillantissimo. Posso dire che tutto questo è verissimo e che, se si cerca l’essenza irlandese, questo è il posto giusto nel quale venire. Quindi, se la vostra idea è vivere la vera Irlanda, è meglio prendere un volo con destinazione Cork e rimanere tra l’Ovest e il Sud.
Noi, in tre giorni, siamo riusciti a visitare velocemente la penisola del Connemara, la città di Gallway, le scogliere di Moher e un paio di altre chicche.
Di seguito l’itinerario!

  1. Cosa vedere in meno di 1 giorno nella penisola del Connemara
  2. Mezza giornata a Galway: un tuffo nella vera Irlanda
  3. Visita delle scogliere di Moher
  4. (plus) La Rocca di Cashel
Cosa vedere in meno di 1 giorno nella penisola del Connemara

Dopo il Ring of Kerry, che ahimè non siamo riusciti a fare, la penisola del Connemara è considerata il luogo più bello d’Irlanda. Siamo nella contea di Galway e parliamo di un territorio selvaggio e spettacolare che va dal Killary Harbour a nord, fino alla baia di Kilkieran.
Questa penisola offre scorci davvero spettacolari, numerose opportunità di trekking, edifici storici da visitare e villaggi molto caratteristici. La penisola è abbastanza piccola, quindi è possibile farsi un’idea anche in una giornata soltanto, ma certamente varrebbe la pena stare almeno tre giorni ed esplorarla lentamente, magari alloggiando in una bella casa con vista sulla baia. Noi abbiamo avuto addirittura meno di una giornata, dato che provenivamo dal Nord e che abbiamo impiegato quattro ore per raggiungere il villaggio di Killary. L’itinerario in auto che abbiamo percorso nel Connemara è stato di 4 ore aggiuntive di on the road a passo d’uomo e poi ancora altre due per raggiungere il nostro alloggio a Kinvara. Praticamente, tra una cosa e l’altra, 10 ore passate in auto. Stancante, ma si può fare.

Mi sembra scontato dire che non abbiamo svolto attività o visitato siti di interesse turistico come musei o parchi, ma abbiamo guidato tra i numerosi punti panoramici fermandoci ogni volta che ci sentivamo ispirati dal paesaggio, facendo piccole passeggiate, fotografie e proseguendo poi per la nostra strada. Abbiamo percorso l’intero perimetro della penisola, soltanto 40 km che richiedono però grande lentezza, sia per la prudenza necessaria in una strada che è molto stretta, che per la bellezza del territorio che mette voglia di accostare continuamente per ammirarlo.

Il nostro giro è iniziato con un pranzo al sacco con vista sul fiordo di Killary. Questo è l’unico vero fiordo in stile scandinavo che si trova in Irlanda. Ad avere il tempo, è interessante fermarsi per una gita in barca nel fiordo (costa 26€ per la durata di 1,5h), opzione che avevo valutato per mio babbo, ma facendo due conti sui tempi, non sarebbe rimasto tempo per fare molto altro. Le crociere partono due volte al giorno, alle 10 e alle 14, dal piccolo porticciolo di Killary (Killary Harbour). La strada per raggiungere Killary è molto suggestiva e incredibilmente simile ai paesaggi scozzesi, costeggiata da montagne morbide solcate da cascate e fiumi impetuosi, il tutto avvolto in una perenne nebbiolina e trasudante di acqua.

Proseguendo si incontra l’Abbazia di Kylemore (ingresso 17€) e poco più avanti si giunge al Visitor Centre del Connemara National Park. Come dicevo, le distanze sono molto brevi, sembra di far veloce, ma ogni posto richiederebbe circa mezza giornata. Le opportunità di sosta sono infinite, sia che si voglia fare escursionismo, sia che si vogliano vedere le spiagge più belle d’Irlanda, oppure visitare villaggi e edifici storici.

Quello che però rapisce l’anima e il cuore nel Connemara è la Sky Road. Non a caso si chiama strada del cielo: un cielo senza fine, che sembra di poter toccare e che si fonde con spiagge bianche dalle acque cristalline, un cielo che pare scorrere come un fiume e che avvolge ogni cosa. Non si può spiegare a parole la Sky Road, va vissuta. Questa strada è una diramazione panoramica della Wild Atlantic Way (N59). Si può iniziare a percorrerla da questo punto. Prosegue per 14 km, attraverso un’opera d’arte paesaggistica di bellezza unica. Il paesaggio lascia ammutoliti e in agosto è un’esplsosione di colori: il turchese dell’acqua, il verde dei prati e il giallo e il fucsia delle fioriture. Le colline sono rivestite da cespugli di ginestra spinosa dove brucano mucche e cavalli bianchi. Un incanto a perdita d’occhio.
La Sky Road termina nel villaggio di Cliffden, luogo che anche solo passandoci velocemente mette voglia di restare e infilarsi in un pub per bere birra e ascoltare musica dal vivo.

Quando siamo arrivati a Cliffden era già pomeriggio, così ci siamo diretti verso sud senza neanche fermarci, fino a raggiungere la Dog’s Bay, la baia più bella del Connemara. Acqua e sabbia hanno colori caraibici, ma riguardo alle temperature siamo in tutt’altro mondo, ma nonostante ciò c’era comunque qualcuno che osava un bagno. La costa è percorsa da moltissimi sentieri che conducono in punti certamente più magici di quelli raggiungibili in auto. Anche questa opzione è da tenere presente per immergersi completamente nel paesaggio del Connemara.

A sera siamo arrivati nel villaggio di Kinvara (45 minuti a sud di Galway), dove abbiamo fatto una spesa veloce e abbiamo infine raggiunto in pochi minuti il nostro alloggio.
Per due notti abbiamo soggiornato in una splendida casa a due piani immersa nella campagna. La finestra della cucina affacciava sul giardino dove pascolavano alcune pecore che tutte insieme iniziavano a belare ogni volta che qualcuno usciva in giardino. Gli appezzamenti erbosi proseguivano poi oltre i muretti a secco moltiplicandosi e dando forma a una visuale bellissima e rilassante mentre il cielo diventava rosa nell’ora del tramonto.

Cosa vedere a Galway in mezza giornata

È impegnativo, ma possibile, visitare in una sola giornata la città di Galway e le scogliere di Moher, le quali distano tra loro 1.40h. Fare base a Galway per quattro o cinque giorni può essere una buona idea per visitare alcune delle maggiori destinazioni della costa ovest: il Connemara, le scogliere di Moher e le isole Aran.

Arrivati a Galway si rimane molto sorpresi nel notare quanto sia diversa da Dublino e quanto sia molto più irish. Galway è letteralmente il cuore dell’Irlanda dell’ovest; qui si vive di musica di strada, di vita spensierata e frizzante. O almeno questo è ciò che si percepisce. Tra le vie del centro è come se fosse sempre festa: la gente le inonda a fiumi, assistendo alle esibizioni dei vari musicisti; sopra le teste della folla oscillano decine di bandierine, i pub si succedono uno dopo l’altro emanando un forte odore di stufato e birra e sulle vie si aprono tanti negozi di souvenir locali, dalle gioiellerie celtiche ai negozi di lana.

A Galway abbiamo parcheggiato l’auto al parcheggio a pagamento coperto della stazione dei pullman, pagando 14,50€. Da qui abbiamo poi iniziato il nostro itinerario urbano di circa 5 ore, inclusa la pausa pranzo in un pub storico.
Galway è una città importante, ma tuttavia piccola ed è possibile muoversi tranquillamente a piedi e riuscire a vederla tutta in una giornata. Come ogni altra città irlandese, la mobilità per un visitatore in sedia a rotelle è semplice e agevole. A differenza che altrove, abbiamo semplicemente fatto più fatica a causa dei grandi affollamenti lungo William Street, la strada più vitale del centro.
Dalla coach station in pochi minuti abbiamo raggiunto Eyre Square. Nella piazza si trovano opere d’arte contemporanea e l’antica porta della città decorata con gli stemmi araldici delle famiglie mercantili di Galway, memoria di quando qui si teneva il mercato storico nato in epoca medievale.
Eyre Square è la porta d’accesso al centro storico, attraversato completamente da una lunga via piena di gente che mi ha subito fatta innamorare di Galway (raro che ami i posti affollati). Questa strada inizia come William street, poi diventa Shop Street e in sequenza High Street e Quay Street, fino ad arrivare sull’argine del fiume Corrib. All’altezza di High Street si entra nel Latin Quarter e la città si fa sempre più colorata. Ogni edificio è di un colore diverso: si alternano il giallo, il verde, il rosso e i muri sono decorati da opere di street art.
Camminando nella strada principale, si incontrano anche alcuni negozi di artigianato locale, ma soprattutto diversi pub storici, dislocati anche nelle viuzze intorno. Tra questi: The Quays, , King’s Head, Sally Long’s e Nimmo’s (qui cercavano anche personale e mi hanno tentata moltissimo). In fondo a Quay Street si arriva poi al fiume Corrib e, girando a sinistra, si può ammirare il cinquecentesco Spanish Arch. In realtà siamo praticamente sul mare, alla foce del fiume Corrib, e l’anima marittima, con le barche ormeggiate e il vento fortissimo che smuove l’aria salmastra si respira a pieno.

Dallo Spanish Arch inizia la cosiddetta Long Walk, dove si trovano una serie di casette dai colori pastello e il Galway City Museum. Anziché visitare il museo, noi abbiamo svoltato a destra prendendo Father Griffin Road (il ponte sul Corrib) diretti a Nun’s Island. Dalla parte opposta a Nun’s Island (lato mare) si trova il quartiere di Laddagh, un tempo un antico villaggio di pescatori e che oggi è un quartiere esclusivo e pittoresco. Proseguendo si raggiunge poi Salthill, zona più periferica sul lungomare. È possibile vedere tutto questo in una giornata intera tenendo un passo serrato.

Nun’s Island è dove si trova la cattedrale di Galway, imponente e austera. Tutto intorno la zona alterna ponticelli, canali e spazi verdi. Lungo i canali si osservano numerosi salvagente, messi a disposizione perchè probabilmente non è infrequente che da sbronzi ci si cada dentro. D’altra parte, vista la densità di pub continuamente attivi, a Galway è altamente probabile prendersi una sbornia.
Di lato alla Cattedrale si trova poi il Salmon Weir Bridge e da qui parte una tranquilla passeggiata tra il fiume Corrib e il Friars. Sul lato opposto della Cattedrale si trova invece il Millennium Park, che menziono per la presenza di numerosi attrezzi ginnici a disposizione dei cittadini in sedia a rotelle! Una cosa che non avevo ancora mai visto, o notato.

Se però c’è una cosa che proprio non si può evitare di fare a Galway è sostare in uno dei suoi pub per bere oppure consumare un pasto bello pesante a base di stufato o hamburger. Noi abbiamo scelto la Monroe’s Tavern, la cui insegna recita “musica live 7 giorni a settimana dal 1964”. Per noi la scelta è stata un po’ pilotata ovviamente anche dalla comodità che ricercavamo per via del mio babbo. Non tutti i pub infatti sono bene accessibili, oppure presentano scomodità come i tavoli troppo alti. La Taverna di Monroe invece è completamente accessibile e il personale è stato veramente molto accogliente. Surplus dell’esperienza, oltre ai piatti molto buoni, è Remy, il San Bernardo del proprietario, un cane mastodontico e buonissimo. A Galway infine, per chi ama la birra, è vietato perdersi la Gallway Hooker, una irish pale ale che a mio avviso vince a mani basse contro la Guinness.

Visita delle scogliere di Moher

Sapevamo che sarebbe stata una lunga giornata e che ne sarebbe valsa la pena.
Per organizzare la visita alle scogliere di Moher mi ero direttamente rivolta al punto informazioni scrivendo loro una mail a info@cliffsofmoher.ie al fine di capire come funzionasse la visita per una persona in sedia a rotelle. Il disabile e il suo accompagnatore entrano gratuitamente e una volta arrivati, è possibile ritirare il proprio blue badge presso il primo parcheggio, quello più distante. Questo badge è a tutti gli effetti un pass per poter entrare con l’auto nell’area destinata ai pullman, quindi nel punto più vicino al centro visitatori. Ci era stato consigliato espressamente di evitare come fascia oraria quella fra le 11.00 e le 16.00, per poter svolgere in maggiore tranquillità la nostra visita nei momenti meno affollati. È stato un consiglio prezioso! È possibile scegliere tra 4 fasce orarie: 8.00 – 11.00 / 11.00 – 16.00 / 16.00 – 21.00. Il sito ad agosto è aperto dalle 8 alle 21, le giornate sono lunghissime ed è bene approfittare di questa occasione. Noi abbiamo scelto la fascia oraria serale arrivando alle 18.00, speranzosi di vedere il tramonto in uno dei luoghi più belli d’Irlanda. E così è stato. Dopo giorni di cielo plumbeo, pioggerellina e tempo uggioso, il cielo quella sera ci ha regalato un incanto e una splendida ultima serata in Irlanda.

È possibile svolgere l’intera visita in autonomia grazie all’utilizzo di un’audioguida tramite app da scaricare col cellulare. Dovrebbe essere disponibile in diverse lingue, ma noi siamo riusciti ad ascoltarla soltanto in inglese.
Il costo del biglietto varia in base allo slot orario che si sceglie; il prezzo intero è di 10 € nella fascia centrale della giornata, 7 € al mattino e 8 € la sera. Acquistando i biglietti online si può risparmiare qualcosa comunque. Io avevo infatti acquistato in anticipo i tre biglietti a pagamento e abbiamo poi ritirato quelli gratuiti sul posto.
Il sito è totalmente accessibile per i disabili, tuttavia lungo tutto il percorso corre un parapetto piuttosto alto che non permette molto bene di osservare il panorama per chi, come mio babbo, vede il mondo da un’altezza di poco più di 1 metro. Riuscivo a malapena io. Purtroppo abbiamo appreso che l’installazione del parapetto è stata necessaria negli ultimi anni a causa delle numerose morti causate dall’imprudenza delle persone che si avvicinavano troppo al dirupo. Tali perdite sono ricordate da una lapide commemorativa esposta lungo il percorso.

Le scogliere di Moher fanno parte del Burren and Cliffs of Moher UNESCO Global Geopark; si tratta di rocce sedimentarie risalenti a 320.000 anni fa, ovvero al periodo carbonifero superiore, e costituiscono una meraviglia naturale che delinea in maniera unica la costa per ben 8 km. Sebbene il percorso per i visitatori sia molto ridotto, proseguono poi lungo la scogliera, oltre la zona delimitata e protetta, alcuni trail per il trekking da percorrere “a proprio rischio e pericolo”, come dicono i cartelli esposti. Le scogliere sono a picco sul mare per diverse decine di metri e l’intera atmosfera è intrisa dal forte rumore del vento delle onde e degli uccelli marini.
La visita può essere iniziata dal centro visitatori, dove si trovano approfondimenti e un’esposizione. All’esterno invece, i punti più evidenti sono O’Brien’s Tower, una torre che venne costruita nel 1835 proprio per i visitatori, e il faraglione Breanan Mór, che si trova proprio in corrispondenza della torre.

La visita a queste scogliere è stata un’esperienza veramente fantastica e consiglio a chiunque di viverla al tramonto perché in quest’ora regalano il momento migliore della giornata, tempo permettendo. Ma per una volta sono stata fortunata!

Rocca di Cashel

Ci spostiamo adesso di colpo nel centro dell’Irlanda e inserisco qui, per praticità, la nostra vera ultima tappa, fatta sulla via per l’aeroporto di Dublino.
Al mattino, trovandoci a Kinvara, non potevamo non fermarci alcuni minuti al Dungaire Castle, edificio cinquecentesco costruito in un magnifico punto sulla Baia di Galway. Il castello è aperto dalle 10 alle 16:30, soltanto nel periodo estivo e non è accessibile in sedia rotelle. Molto bella è comunque la vista sulla palude marina e la visuale panoramica che si ha sul villaggio di Kinvara. Questo castello regala la tipica scena di un cartolina che si spedirebbe dall’Irlanda.

L’ultima vera tappa del nostro viaggio, è stata una deviazione di circa un’ora sulla via per l’aeroporto, a Cashel per visitare l’omonima rocca, uno dei siti culturali medievali più importanti della storia dell’Irlanda.
Una volta arrivati, abbiamo lasciato la macchina al parcheggio che si trova alla base della rocca, al costo di 4,50€. Da una strada con notevole pendenza, si arriva poi fino alla fortificazione che si visita in meno di un’ora e mezza. Esistono due opzioni di visita: la rocca e la cappella di Cormac con breve visita guidata al costo di 11 € oppure soltanto la rocca al costo di 8 €. Consiglio di non visitare la cappella di Cormac perché gli ingressi avvengono solo a determinati orari (cosa non chiaramente specificata alla biglietteria) e non vale particolarmente la pena; nella cappella di Cormac non c’è molto da vedere, le decorazioni sono ormai quasi totalmente deteriorate e la spiegazione è unicamente in inglese.

La Rocca invece è accessibile in tutti i suoi ambienti: all’interno della cattedrale, così come nella sala video e tutto il vialetto esterno. Altra nota di merito, l’accesso anche qui è gratuito sia per il disabile che per l’accompagnatore. All’ingresso c’è poi un QR code che serve per scaricare un depliant illustrativo disponibile anche in italiano. Tutto ciò rende questo museo una meta perfetta per viaggiatori in sedia a rotelle.
Tutto il complesso è arroccato in maniera compatta sulla collina e una cinta muraria circolare abbraccia numerosi edifici storicamente rilevanti: una torre rotonda, una cattedrale gotica in gran parte a cielo aperto e un cimitero con numerose croci celtiche. Le architetture sono molto suggestive e decorate da antichi bassorilievi.
Il vento non ci ha risparmiati neppure per un secondo e ha battuto la collina per tutto il tempo. Un’atmosfera lugubre amplificava molto l’effetto austero della Rocca, ma un ultimo raggio di sole ci accompagnati sul vialetto del ritorno, mentre il suono di un’arpa riecheggiava come se fosse la stessa Irlanda che ci stava dicendo arrivederci.

Il nostro aereo era la sera tardi e siamo rientrati a Livorno che erano già le una di notte. All’aeroporto di Dublino si sono separate, come di consueto, le nostre strade: Tommaso e Marika verso Roma, io, mamma e babbo verso Pisa.
Questo viaggio è stato indubbiamente unico, non nutro il desiderio che possa ripetersi, sarà difficile che ci sarà ancora il tempo per un viaggio di famiglia, un viaggio all’estero, in una terra tanto bella. Certamente però in Irlanda tornerò e questo è stato solo un assaggio.

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